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02 – Sentiero del Viandante Bellano – Corenno

Da Bellano si procede verso S. Rocco. Si prende la mulattiera che sale tra alti muri verso Ombriaco. A destra orti e frutteti a strapiombo sull’Orrido.

Passati sotto un ponte, entriamo nel borgo dove troviamo San Bernardino risalente al XV secolo.

BELLANO

San Rocco – Ombriaco – Lezzeno – Oro – Ronchi – Dervio – Corenno

VARIANTI

Possibile interruzione a Dervio e rientro per il medesimo percorso o via treno o battello.

TRACCIA DEL PERCORSO

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Proseguendo in salita, al lavatoio svoltiamo a sinistra uscendo dal vicolo su un tornante della SP 66. Seguiamo il sentiero a destra e, tra villette, saliamo fino al Santuario di Lezzeno. Ammirato il paesaggio dal sagrato, ritorniamo sul retro, costeggiamo l’abside e, alla fontana, ci infiliamo tra due caseggiati.

Dopo un breve tratto, mantenendo al bivio la destra, entriamo nel nucleo storico di Lezzeno: tipicamente rurale con abitazioni in pietra circondate da edificato strumentale. Attraversiamo la SP 66 e arriviamo alla bucolica Valletta.

Superata la conca con prati e uliveti, si cammina tra castagni e prati, a un bivio verso Bellano si tiene la destra e ci si infila nella Valle dei Mulini. Dopo il ponte, al bivio scendiamo a Oro.

Sentiero del Viandante Corenno

Procediamo in leggera salita verso Nord tra orti ed ulivi, attraversiamo un altro ponte alla fine del quale, sulla sinistra, riprende la mulattiera che percorriamo fino alla successiva profonda Val Grande. In breve siamo ad un meraviglioso belvedere, in prossimità di un gisol, dove la vista spazia sul centro lago.

Camminiamo sempre verso il basso con squarci di lago che si aprono a ogni curva. Anche le roveri spariscono: siamo nella macchia mediterranea con erica arborea e ginestre. Superiamo la valletta del Chignolo su ponticello di legno.

Risaliamo leggermente, incontriamo un gruppo di cascine e scendiamo a Dervio, al Crot del Cech. Al termine del rettilineo della carrozzabile scorgiamo il campanile romanico dei Santi Quirico e Giulitta. Sopra la roccia a destra ci sono i ruderi di una antica fortificazione: Castelvedro.

Proseguiamo sullo storico strategico ponte sul torrente Varrone, imbocchiamo a destra via Giglio, poi la mulattiera gradinata che sale al nucleo di Castello. Raggiuntolo si procede fino a una porta ad arco e qui si erge la visitabile torre Orezia del secolo XII. Accanto San Leonardo. Ai piedi della torre raggiungiamo verso Nord un parcheggio con lavatoio da cui si deve procedere in discesa sull’asfalto, passare sotto un cavalcavia, imboccare la provinciale fino allo svincolo della SS 36. Attenzione al traffico.

Alla rotonda ci si deve avviare in Via al Monastero e, superata una condotta forzata, il sentiero diventa più gradevole: si intraprende un viottolo in discesa e in breve nei prati scorgiamo ciò che resta del complesso del Monastero degli Umiliati alienato nel 1571.

Ora la mulattiera in certi punti è incisa direttamente nella roccia: un respiro d’altri tempi. Fra muretti in sasso tra prati e ulivi, si avanza con un’ampia veduta su Corenno Plinio e il suo castello. Affascinante il borgo d’impronta medievale (info in numerose pubblicazioni).

Il ritorno a piedi, almeno sino a Dervio, è d’obbligo, in quanto a Corenno non esiste servizio di mezzi pubblici.

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