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Chiesa di San Lorenzo

Situata a Vendrogno, la chiesa di San Lorenzo è una delle più antiche della Muggiasca.

Della fondazione di questa chiesa non si conosce la data, tuttavia, secondo la tradizione popolare, essa venne costruita nell’arco di quindici anni da alcuni maestri che, per il periodo dei lavori, si stanziarono nella frazione di Comasira poco più a valle.

Già ricordata a fine Duecento nell’elenco del Liber Notitiae Sanctorum Mediolani da Goffredo da Bussero, in cui si legge che in Muggiasca esistevano solamente tre chiese, San Lorenzo a Vendrogno assume il titolo di parrocchiale a partire dal 1368, al distacco dalla prepositurale di Bellano.

Passò quindi sotto la giurisdizione della pieve di Primaluna, capoluogo religioso della Valsassina, per poi tornare a dipendere da Bellano a seguito dell’istituzione dell’unità pastorale di recente costituzione.

Il complesso religioso si colloca fuori dal centro di Vendrogno, in una posizione tanto decentrata da apparire più prossima all’abitato della frazione Inesio. Il motivo che ha portato alla scelta di questo luogo è strettamente difensivo-militare: il suo campanile, di epoca romanica come denunciano gli archetti pensili e alcuni altri elementi sopravvissuti ai successivi rimaneggiamenti, era parte del sistema difensivo a guardia dell’Alta Valsassina.

Il suo campanile era parte del sistema difensivo a guardia dell’Alta Valsassina.

Un tempo isolata, la torre è oggi collegata al corpo della chiesa tramite un portico al piano terreno su cui poggia la Sala della Confraternita del Santissimo Sacramento conclusa nel 1730. L’atto costitutivo della Confraternita, custodito nel tesoro parrocchiale, porta la data del 5 gennaio 1584 e la firma autografa di San Carlo Borromeo.

Del XIX secolo è il sopralzo della cella campanaria e la sostituzione del concerto dei 5 bronzi. Nel 1942 anche a Vendrogno avvenne la requisizione delle campane: a San Lorenzo vennero asportate le due maggiori che, terminato il conflitto, vennero prontamente ripristinate.

Chiesa di San Lorenzo

Chiesa di San Lorenzo

La bella sala, dotata di coro ligneo e soffitto a cassettoni, presenta numerose pitture risalenti al 1746 ad opera dell’artista Giuseppe Ambrosoni e conserva alcune lastre metalliche raffiguranti i Santi Patroni della Muggiasca per mano dell’artista Luigi Tagliaferri che le ha realizzate agli inizi del Novecento. Oggi il locale è sede della ricostruita Confraternita dei Candelott ed è visitabile il giorno della festa patronale o in particolari eventi culturali.

Prima della costruzione della grande sala, la facciata della chiesa era ornata da numerosi affreschi oggi in gran parte perduti. Sopravvivono il martirio di San Lorenzo e la parte inferiore del corpo di un grande San Cristoforo.

Il fronte attuale è più modesto e si presenta con un fondo di intonaco rosa, tripartito da quattro paraste grigie e coronato da un timpano curvilineo con al centro il Santo.

L’attuale aspetto del complesso è barocco, frutto dei lavori di ampliamento realizzati nella metà del Settecento e delle origini conserva solamente l’orientamento.

L’interno è molto luminoso e conserva pregevoli opere d’arte quali un tabernacolo risalente al 1547, una cantoria dipinta, arredi lignei intagliati e un San Lorenzo del XIV secolo. L’altare maggiore è in stile neoclassico e venne realizzato nella prima metà dell’Ottocento, in concomitanza ad alcuni lavori di restauro e di ampliamento che durarono un decennio. La chiesa è dotata inoltre di un organo a canne costruito dalla ditta Inzoli di Crema.

Il tesoro parrocchiale è ricco di opere che testimoniano sia la profonda fede degli abitanti, sia la loro cultura: non rozzi montanari ma persone sensibili al bello, in contatto con terre ed artisti lontani.

Oltre alla statua lignea duecentesca proveniente dall’oratorio di San Grato, all’encolpio scoperto nella chiesa di San Sebastiano, agli ori e argenti sacri provenienti anche dalla ex parrocchia di Noceno e agli stendardi finemente ricamati, l’Archivio Parrocchiale conserva uno dei più importanti manoscritti che tramandano l’antico canto ambrosiano: un Antifonario in due volumi completato nel 1387, dal copista milanese Fazio de’ Castoldi, in onore di San Lorenzo della comunità di Muggiasca. Altro tesoro è una copia dei Mottetti C stampati a Venezia nel 1504 da Ottavio Petrucci: una delle poche esistenti e tra le più complete al mondo.

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