- sospeso tra le gole di un Canyon naturale -

Orrido di Bellano

L’Orrido di Bellano è la principale attrazione turistica del paese e tra le più importanti del Lago di Como.

Si tratta di una gola naturale creata 15 milioni di anni fa dall’erosione del torrente Pioverna e del Ghiacciaio dell’Adda che, nel corso dei secoli, hanno modellato la roccia in gigantesche marmitte, tetri anfratti e suggestive spelonche.

Lo stretto canyon è visitabile grazie ad un sistema di passerelle ancorate sulle alte pareti a picco sull’acqua, perfettamente illuminate anche alla sera dove il fascino del luogo assume sfumature diverse, e che recentemente sono state allungate fino a raggiungere la grande cascata posta più a monte.

PREZZI

Ingresso Intero: Euro 5,00

Ragazzi (dai 6 ai 12 anni): Euro 3,00

Comitive oltre 15 componenti: Euro 4,00 cad.

Residenti (in possesso della carta d’identità rilasciata dal Comune di Bellano): ingresso gratuito

Operatori sanitari (mostrando badge): ingresso gratuito

Bambini fino a 6 anni: ingresso gratuito

INFORMAZIONI PER LA VISITA

Il percorso è molto semplice e adatto a tutti.

Da considerare solo la presenza di scale e di passaggi stretti.

L’accesso ai cani di qualsiasi taglia è consentito.

Necessità di prenotazioni solo per comitive e gruppi numerosi e richiesta visita guidata

CONTATTI

Orrido di Bellano

Piazza S. Giorgio, 23822 Bellano

Orari: da lunedì a venerdì 10:00 – 18:00, sabato e domenica 9:00 – 19:00

Tel. 334.3774966

Facebook @orridobellano

Instagram @orrido_bellano

Informazioni Info Point Bellano

Tel. 335 1752102 – infopoint@comune.bellano.lc.it

ORARI DI APERTURA

GIUGNO – LUGLIO – AGOSTO

Dal lunedì al venerdì: 10:00 – 19:00

Sabato e domenica: 09:00 – 20:00

SETTEMBRE – OTTOBRE

Dal lunedì al venerdì: 10:00 – 18:00

Sabato e domenica: 09:00 – 19:00

NOVEMBRE

Lunedì 1° novembre 09:00 – 17:00

Sabato e domenica: 09:00 – 17:00

DICEMBRE

Sabato e domenica: 09:00 – 17:00

In via di definizione le aperture per l’Immacolata e per il periodo natalizio

Gli spazi angusti, i particolari giochi di luce riflessa sulle pareti rocciose e sull’acqua, la vegetazione che rimanda a ambienti più tropicali e il frastuono delle cascate che si infrangono sulla pietra ha da sempre ispirato moltissimi scrittori che ne hanno raccontato la bellezza o hanno costruito alcune leggende come quella di Taino o quelle legate alla Cà del Diavol.

Successe a Stendhal che lo citò nel suo Viaggio in Italia, successe a Johann Jakob Wetzel che lo descrisse come “un teatro di bellezza e spaventi, [da cui] si sente uscire un rumore simile a quello del tuono” e successe ancora al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che lo definì “Orrore di un’orrenda orrendezza”.

Bellano è sempre stata legata all’acqua: non solo a quella del lago ma anche a quella dell’Orrido perché, con la sua potenza, ha garantito per secoli la forza necessaria per far muovere le macchine presenti nelle sue numerose fabbriche e di conseguenza per garantire ai cittadini lavoro e benessere. Dal primitivo sistema di canali e gallerie al più moderno impianto di condotte forzate, infatti, le acque del Pioverna sono state sfruttate prima dalle ferriere, dalle filande e dal cotonificio e poi dalla più recente centrale idroelettrica; tutte queste attività hanno in comune il luogo in cui sorgono o sono sorte: lo sbocco dell’Orrido, il punto migliore per sfruttare il naturale salto dell’acqua.

Cà del Diavol

Cà del Diavol

All’ingresso del sito, inoltre, si trova una torretta di tre piani a pianta pentagonale arroccata su un masso a picco sul torrente nota già nei primi del ‘600, presente in tutte le pubblicazioni che si riferiscono all’Orrido, ma di cui non si conoscono le origini. Ad oggi è conosciuta come Cà del Diavol per via degli affreschi presenti nella parte più alta in cui si distingue, appunto, il diavolo e altre figure mitologiche, ma anche per le leggende che ne sono nate e che la indicano come sede di numerosi riti satanici, festini e incontri orgiastici.

Un racconto non confermato, ma sicuramente più verosimile delle leggende tramandate, è quello in cui, durante la dominazione austriaca, vede la casa come punto di accesso a numerose gallerie che si diramavano sotto il centro storico in cui i bellanesi si nascondevano per evitare le ronde durante il coprifuoco.

Attualmente sono in corso i lavori per il suo completo recupero e la sua trasformazione in un modernissimo museo multimediale che, grazie a particolari accorgimenti tecnologici, presenterà ai visitatori storie e leggende legate al territorio, oltre che a nozioni di carattere storico e naturalistico e alcuni suggerimenti per escursioni alla scoperta di lago e monti.

Passerelle ancorate sulle alte pareti a picco sull’acqua

Galleria fotografica

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